martedì 24 maggio 2011

Due gocce d'acqua.

Eh!!!!  Cosa ne dite, non sono identici?

Adesso non so se mai in gioventù il simpaticissimo Stan Laurel, in arte Stanlio, sia mai passato da Milano e/o sia stato ospite dei Moratti ma di sicuro la somiglianza è impressionante, sembrano appunto Due gocce d'acqua.


Che la capacità di far ridere della signora sia frutto di questa straordinaria somiglianza???

Personalmente questo fatto me la rende simpatica al di la dei meriti o demeriti che come figura pubblica ha.

mercoledì 27 aprile 2011

Il più 'piccolo' statista degli ultimi 150 anni.

Questa volta Bossi ha ragione, «non si acquista peso politico dicendo sempre si».
Prima Obama che convince Berlusconi ad usare gli aerei italiani per bombardare Gheddafi, poi Sarkozy che induce a più miti consigli il nostro premier sulla questione Parmalat ed immigrati, ce n'è abbastanza per dire anche che «siamo diventati una colonia».
Certo, adesso tutti gli diranno che è bravo e gli stringeranno la mano davanti a fotografi e cameraman di mezzo mondo, ma nella sostanza Berlusconi sembra si sia venduto, anzi, ci abbia svenduto per un piatto di lenticchie ed una pacca sulla spalla in mondo visione.
Che non fosse il più grande statista degli ultimi 150 anni lo avevamo già digerito da tempo, ma che cadesse così in basso svendendo il paese, la Costituzione e le idee, questo è decisamente troppo.
Puntare i piedi con i nostri alleati in questo caso ci avrebbe reso più credibili e più determinanti nelle scelte future, invece la politica-spettacolo, decisamente più nelle corde del Cavaliere da quanto abbiamo capito, ha preso il sopravvento svendendo idee e ragioni di una Nazione intera sull'altare degli ipocriti sorrisi e strette di mano da vendere in tivvu.
No, decisamente non è così che si acquista peso politico, sia in casa che sul piano internazionale.

martedì 19 aprile 2011

Avanti popolo! ...a lavorare!!!

Nessuno sembra darci peso, eppure la notizia è di quelle vere, nel senso che è una NOTIZIA o dovrebbe esserlo, almeno per noi italiani in buona fede, per quelli che credono veramente che la crisi abbia spazzato via lavoro e dignità. Mentre tutti piangono miseria ed inveiscono contro il governo (ladro) gridando la sua inezia sul tema dell’occupazione, specie giovanile, la notizia è che il LAVORO C’E’.
E si, c’è, è proprio li, a portata di mano o di braccia. Forse non saranno numeri così alti da risolvere i problemi del Paese, ma il lavoro per qualche decina di migliaia di noi c’è. Panettieri, pasticcieri, falegnami, banconisti, installatori d’infissi, intarsiatori, ebanisti, parrucchieri ed altri ancora, posti vacanti a migliaia….. ma che nessuno vuol più fare.
Dovrebbe essere una scoperta sconcertante per la società stessa, dovremmo guardarci attorno attoniti, smarriti, chiederci…. ma come, il lavoro c’è?    Dove?   Perché tanti disoccupati allora?  Forza, andiamo a lavorar….(come canticchiavano allegramente i simpatici nanetti di Biancaneve) ed invece NO, l’impressione è che la cosa la si voglia far passare sotto silenzio, come se imbarazzi e possa far arrossire coloro che scalpitano tutto il dì rivendicando qualcosa che, a guardar bene C’E’, ma che non si vuol più fare.
E’ recente il rapporto della Unioncamere dove dice chiaro e tondo che circa il 27% della richieste di lavoro rimarranno inevase. Poco più di un quarto dei posti di lavoro messi in campo dall’unione artigiani non troverà qualcuno disposto a farlo. Per me è scioccante, viste le manifestazioni che si sono svolte per chiedere lavoro ed il tam-tam antigovernativo che si rincorre sul web.
Nessuno dei grandi urlatori, pensatori, blogghettisti, giornalisti o giornalai  si è degnato di scrivere anche solo due righe su questo fenomeno che la dice lunga sulla situazione italiana e su gli italiani stessi, certo popolo di santi e navigatori ma, alla luce degli eventi non certo popolo di faticatori, non gli italiani di oggi almeno, dediti di più a digitar tastiere al caldo del tetto familiare che a star fuori di casa per andare a lavorare. Sembrerebbe la vendetta del Ministro Brunetta, aveva forse ragione lui quando parlava di ‘bamboccioni’? …vorrei sperare di no, ma difronte all’evidenza non so cosa dire o cosa  pensare.
A pensar male si direbbe che tutte le storie fatte e dette, per esempio, sull’accoglienza agli immigrati, che per alcuni è sacra ancor prima di conoscerne i motivi ed ancor prima degli interessi nazionali, non sia altro che una mossa ad hoc fatta  per permettere che certi lavori vengano cosi a trovare personale che li svolga per poi, loro, quelli che protestano, poter continuare a piangere e gridare contro un governo inetto che non si dà da fare .
Non credo che si possa onestamente pensare che tutti gli italiani debbano avere una scrivania dietro cui stare, un posto fisso da occupare e che possibilmente non faccia troppo faticare (ho fatto pure la rima) e per questo penso che si debba rafforzare lo studio o meglio la pratica, l’apprendistato dei mestieri perché il lavoro c’è, bisogna solo iniziarlo e praticarlo, senza tendere sempre e per forza a qualcosa che potrà rivelarsi solo una chimera. Di sicuro qualunque lavoro, se ben fatto, darà da vivere in modo onesto e dignitoso o quanto meno costituirà quella base di esperienza da poter vantare nelle prossime occasioni che la vita di sicuro darà. Questo dovrebbe essere il concetto di mobilità, oggi qua …domani la
Allora, avanti popolo… a lavorare!!!

sabato 9 aprile 2011

Succede anche questo su OkNotizie.

La cosa è senz'altro buffa ed il fatto che accada può essere un sintomo di inadeguatezza del programma che gestisce la Home Page del sito, il famigerato algoritmo che dovrebbe riuscire a discernere tutto per poi sputare fuori la pagina proncipale di OK.
Ma può essere che in home ci stazioni da circa un'ora un post con soli 2 voti e con il postante che si è rimosso dal servizio?
Se non ci credete date un'occhiata qua:






Abbastanza ridicolo no?
Bè, succede anche questo su OK, con buona pace di chi si ammazza di lavoro (non io) per rendersi visibile e godere un po'.

martedì 29 marzo 2011

Il peso del macigno, ammaestrato.

E no, questa non è farina del mio sacco!

Anche se ero arrivato alle stesse conclusioni devo ammettere che, vuoi per pigrizia, vuoi per menefreghismo, non ho mai messo in pratica certe cose, almeno non in modo così scientifico. I miei fake sono serviti ad altro.

Ma non tutti sono come me e state certi che in molti  ne hanno un piccolo esercito messo in piedi così. Non è che ci voglia poi molto , solo un po' di pazienza e non avere altro da fare.

Questa sotto è stata scritta da un utente di OkNotizie che dall'interno di un certo sistema conosceva bene certe dinamiche e sapeva come fare per creare il FAKE perfetto. Lui dice:

Ti faccio un esempio: mi apro un account a karma zero, lo chiamo "Pippopallo" e lo utilizzo per votare onestamente un po' di news a random. Pippopallo vota OK ad alcune notizie, NO ad altre notizie, sempre tenendole aperte e senza accanirsi su nessun utente, nè in positivo nè in negativo. Di tanto in tanto Pippopallo posta anche qualche news. Niente di speciale, robetta presa dai quotidiani o da siti neutri.

L'algoritmo interpreta perciò il comportamento di Pippopallo come un comportamento "onesto". Ciò significa che, quando Pippopallo votarà NO a una notizia, il suo NO peserà come un macigno.

Cosa mi conviene fare, allora? Se c'è una notizia che voglio far scendere, voto NO con Pippopallo. Se però mi voglio tenere buono l'utente trombato, voto ok con il mio nick abituale, ovviamente senza aprire la news. Due piccioni con una fava: ho segato una news sgradita e non mi sono attirato le ire dell'autore, che anzi mi considererà suo amico.


Questo sicuramente spiega o comunque avvalora la mia tesi sul NO affossatore lamentata un po' di tempo fa, ovvero  quello o quegli utenti che con un solo NO riescono a rovinarti la giornata affossandoti la notizia per antipatia o tornaconto personale.

Io non ho la pazienza per creare dei Pippopalli ma a tutti quelli che si lamentano dico:

questa è la strada, se volete seguitela. A buon intenditor poche parole.

sabato 19 marzo 2011

Europa, un gigante malato di 'nanismo politico'.

C'è alle nostre porte, giusto al di la del mare Mediterraneo, un intero popolo che con la forza della disperazione si sta ribellando alla dittatura di un leader che l'opprime da ben 41 anni e l'Europa assiste quasi immobile alla carneficina che si sta perpetrando oltre le proprie coste senza la capacità di fare niente.

Il motivo? Semplice, l'Europa politicamente non esiste.

Gigante  mondiale come area economico commerciale, l'Europa si ritrova sempre più spesso ad essere un nano politico nel momento in cui è chiamata ad assumere decisioni importanti riguardanti l'area geopolitica di propria influenza, in quanto pervasa ancora da interessi nazionalistici che la inchiodano al ruolo di subalterna alle volontà dei singoli paesi, specie se di spessore come Francia, Germania, Inghilterra.
Un po' meno dell' Italia. Come al solito noi italiani contiamo sempre un tantinello meno rispetto agli altri, pur essendo ancora nel novero delle 8/10 maggiori  potenze economiche  mondiali.

 Non che poi le decisioni non si prendano, ma i vari distinguo svuotano di forza gli accordi raggiunti. Interessi particolari, paure di ritorsioni commerciali o semplice disinteresse ai fatti portano la UE a prendere decisioni sofferte e non pienamente condivise.
Quello che sta succedendo in questi giorni con l'affaire Libia, dà la dimensione di quello che l'Europa potrebbe ma non è in grado di fare. Prendere una decisione unita e compatta  da presentare al proprio interlocutore ed avere la forza di farla rispettare. Invece no, andiamo tutti in ordine sparso, senza una linea comune che darebbe forza e spessore politico all'Unione intera. E intanto in Libia si muore.

Non è dato bene di sapere chi ci sia dietro questa insurrezione di popolo sicuramente nata dietro la spinta emotiva data da altri paesi che sono riusciti a liberarsi dei propri oppressori, vedi Tunisia ed Egitto, certo è che agli insorti della pima ora si sono aggiunti altri spalleggiati da forze sconosciute, anche se intuibili, che comunque hanno pagato e stanno ancora pagando un tributo di sangue notevole per deporre il cinico dittatore libico. Mollare ora significherebbe subire per l'eternità il predominio della famiglia Gheddafi che già tanto male ha apportato al popolo libico ed al mondo intero. Un intervento esterno sarebbe più che auspicabile per fermare il massacro ordinato dal Colonnello che non ha pensato due volte a far bombardare il suo popolo pur di mantenere intatto il suo potere.

Tutto ruota intorno a grandi interessi economici ed in questo caso al petrolio libico che fa gola a molti, oppositori interni o potenze esterne che siano.
La Francia sta spingendo più di tutte per iniziare, con una no-fly zone, un intervento armato a protezione degli insorti avendo come recondito interesse a quanto pare quello di entrare nella Libia con la sua Total che al momento è quasi fuori da quel mercato. A seguire abbiamo l'Inghilterra che ha vasti interessi nell'area con le piattaforme della BP (British Petroleum) per l'estrazione dell'oro nero e che le sono costate l'onore della nazione, un po' come il baciamano del nostro Berlusconi, avendo la Gran Bretagna, per ingraziarsi il Colonnello, consegnato al leader libico uno dei due attentatori di Lockerbie che fecero una strage nei cieli e sul territorio inglese.

Ultima si accoda anche l'Italia, formalmente per provare a riscattarsi verso il popolo libico da un passato coloniale cercando di aiutarlo a liberasi dal dittatore che pure non più tardi di qualche mese fa abbiamo omaggiato sino all'inverosimile ospitandolo come un Dio in terra nella nostra capitale. Materialmente per gli stessi motivi delle due nazioni citate prima, infatti anche noi abbiamo diversi interessi economici da proteggere in quei territori.
La Germania ed altri paesi europei più o meno importanti si sono dissociati da queste posizioni interventiste rimettendosi comunque alle decisioni prese in ambito ONU in accordo con la Lega Araba per non urtare la suscettibilità di quei paesi che vedrebbero un intervento armato estero come l'ennesimo atto di prepotenza commesso ai danni di un paese sovrano.

Insomma, l'Europa tanto dacantata da alcune forze politiche nostrane non ha ancora la forza di decollare come vera unione politica e sociale, specchio di popoli che decidono coraggiosamente di mettere da parte una quota della propria sovranità nazionale a favore di un'entità sovrannazionale che potrebbe, se davvero unita e coesa, dire a gran voce la sua con benefici effetti per tutti.
Il cammino da fare è ancora lungo, spesso impervio e minato, speriamo solo di avere tutti il desiderio di affrontarlo senza cadere nel peccato di crederci autosufficienti ed in perenne concorrenza tra noi stessi.

sabato 5 marzo 2011

Le mamme delle Olgettine.

Lo scritto sottostante è ripreso da un articolo dell' ANSA

MILANO - Per "una settimana" trascorsa con "lui", assieme ad altre ragazze, Elisa Toti ha portato "a casa" sei mila euro, "dodici milioni" di vecchie lire. Lo racconta la stessa giovane in una telefonata alla madre, che si trova tra le molte intercettazioni depositate insieme alla richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi nell' ambito del caso Ruby e che l'ANSA ha potuto consultare. Conversando con la mamma, lo scorso 9 gennaio, la ragazza, una delle ospiti alle feste di Arcore, spiega di essere "appena tornata a casa" e dice di essere "preoccupata per la salute di lui". La madre, invece, sembra preoccuparsi di altro: "Senti eeee quanto v'ha dato?". La figlia: "Cinque più quegli altri mille quindi, quindi sei". La madre è contenta: "Dici niente? Capito? eee poi che vi ha detto quando lui vi ripotrà vedere". Risposta: "Ce lo dirà lui". La ragazza racconta di essere stata "una settimana (...) alcune sono arrivate martedì io mercoledì (...) mamma mia una cosa allucinante". E ora è stanca: "Non ti puoi immaginare in che condizioni sono guarda (...) sono in condizioni pietose, pietose proprio (...) ora mi ci vorrà un mese perrr, ora quei, quei soldi che ho preso mi (...) serviranno per rimettermi a posto dopo questa settimana". La mamma fa due conti: "Sono dodici milioni", di vecchie lire. E la Toti: "Si ma no, non dire niente eé". La signora, quindi, la saluta: "Ti lascio perché ti devi, devi andare a riposare".

Adesso mi e vi domando: ma queste mamme non hanno davvero nessuna colpa da espiare?  Sono ancora degne di essere chiamate mamme?

Non voglio risposte, ognuno rifletta e giudichi tra se.